GRAMMICHELE - ARANCESANTACROCE

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GRAMMICHELE

IL TERRITORIO

CENNI STORICI
Le  più  antiche  testimonianze  archeologiche  ricadenti  nel  territorio  del  Comune  di
Grammichele risalgono nei secoli XI-IX  a.C. e si riferiscono alla necropoli di Madonna del
Piano-Molino della Badia.
Dello stesso periodo, fine età del Bronzo inizi età del Ferro, è la capanna intagliata nella
roccia, individuata su uno dei colli di Terravecchia, denominato Poggio dei Pini, dove
Paolo Orsi, alla fine dell’Ottocento  ipotizzò l’acropoli dell’antica Eketla.
Sulle alture di Poggio del Castello e di Poggio del Rullo si trovano i ruderi del  borgo
medievale menzionato con il nome di Alachilà in un documento del 1282 e con quello di
Ucchiulà in un capitolo del 1398.
Distrutto dal terremoto del 1693, non fu più riedificato, mentre i superstiti furono trasferiti
in un nuovo centro: Grammichele, fondata il 18 Aprile1693, tre mesi dopo il terremoto, con
un impianto perfettamente esagonale.
Dopo appena tre mesi dal terremoto dell’11 gennaio del 1693 che distrusse insieme a molti altri centri della Val di Noto anche Occhiolà, il principe Carlo Maria Carafa Branciforti fondava un suo feudo a circa 2 Km dalla collinetta di Occhiolà “Grammichele”.
Opera dello stesso principe, coadiuvato da frà Michele da Ferla, la pianta esagonale della nuova città, unico esempio di architettura razionale in Italia insieme alla fortezza di Palmanova.
Il perimetro è costituito da un esagono avente al centro una piazza anch’essa esagonale con gli angoli chiusi estesa mq. 8.164,80. Cinque arterie anulari si snodano attorno alla piazza centrale, sede della Chiesa Madre e del Palazzo Municipale, e da questa si irradiano altre sei arterie perpendicolari alle prime che si immettono in altrettante piazze rettangolari ad angoli chiusi con accesso al centro dei lati.
Queste piazze sono a loro volta generatrici di altrettanti quartieri rettangolari periferici a rete viaria ortogonale disposti tutt’intorno alla zona centrale esagonale.
Grammichele, insieme a Caltagirone, Castel di Iudica, Licodia Eubea, Mazzarrone, Militello in Val di Catania, Mirebella Imbaccari, Mineo, Palagonia, Raddusa, Ramacca, San Cono, San Michele di Ganzaria, Scordia e Vizzini, è uno dei 15 comuni dell’area del Comprensorio Calatino Sud Simeto, collocata nel versante sud orientale della provincia di Catania.
Il calatino sud è un comprensorio dalle grandi potenzialità turistiche, posto com’è nel cuore di una zona in cui Piazza Armerina e Noto, poco distanti fanno da punto di riferimento nazionale ed internazionale.
Grammichele, Militello, Mineo (città natale di Capuana), Caltagirone, città di antichissima origine medioevale, famosa per le sue ceramiche, Vizzini (città natale di Verga), dislocate lungo il percorso del barocco siciliano, sono tappe di itinerario di centri storici di incredibile bellezza.
Tuttavia il barocco che si riscontra a Grammichele, Catania, Siracusa, Noto, Avola, Ragusa, Modica, etc. non è il tipico barocco dei centri della Sicilia sud-orientale ricostruiti dopo il terremoto del 1693, ma è un barocco più estroso.
Questi territori offrono prodotti agricoli tipici di alta qualità, come l’arancia rossa di Palagonia, i fichi d’india di Militello, l’uva di Mazzarrone, l’olio, il grano duro e le arance di Grammichele. Di notevole importanza sono i prodotti delle attività manifatturiere ed artigianali: le ceramiche di Caltagirone, la lavorazione dei merletti di Mirabella Imbaccari. La posizione geografica centrale e strategica di Grammichele consente inoltre di raggiungere in breve tempo e con estrema facilità anche le più belle ed importanti località di interesse turistico, artistico, folkloristico e gastronomico della Sicilia orientale come Catania, Taormina, Siracusa,Ragusa, Modica, Noto.


http://www.apt.catania.it/
http://www.taormina-sicily.it/
http://sicilyweb.com/siracusa/
http://www.modica.it/turismo.htm

http://www.valdinoto.com/

 
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